Recensione a Paolo Passaglia, Geopolitica e diritto. Un legame trascurato, Milano, FrancoAngeli, 2026

di Domenico Gabriele Nuzzolese

Incaricato della ricerca

Diritto costituzionale e pubblico

Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Abstract

Il presente contributo recensisce la recente pubblicazione di Geopolitica e diritto. Un legame trascurato edito da FrancoAngeli, nel quale l’Autore, il Prof. Paolo Passaglia, muove dalla reciproca indifferenza tra scienza giuridica e analisi geopolitica per mostrare che essa non è un dato necessario, ma un accidente rimediabile. Le radici della separazione sono ricondotte a una duplice frattura: la subordinazione del diritto alla potenza, propria della geopolitica classica, e, per reazione, la pretesa del diritto del secondo dopoguerra di emanciparsi dai rapporti di forza. Il superamento sta nella rifondazione della géopolitique ad opera di Yves Lacoste e della scuola francese, e nel suo strumento cartografico, il diatopo. Su queste basi, e con dichiarata vocazione comparatistica, il volume passa in rassegna i quattro pilastri dello scenario geopolitico e per ciascuno si chiede due cose: quanto il diritto contribuisca a determinarlo, e quanto ne sia a sua volta determinato. L’influenza, si scopre, corre in entrambe le direzioni, secondo un movimento circolare. Il diritto non è dunque una sovrastruttura, ma un fattore geopolitico attivo, che condiziona la condotta degli Stati perfino quando viene violato: gli Stati, infatti, preferiscono giustificare le proprie scelte entro il perimetro della legalità piuttosto che negarne il valore. Di qui la tesi conclusiva del libro, secondo cui la geopolitica non può fare a meno dei principi su cui si regge lo Stato di diritto.

Parole chiave

geopolitica; diatopo; sovranità; Stato di diritto